{"id":71,"date":"2017-06-17T17:54:00","date_gmt":"2017-06-17T15:54:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arxis.fr\/oswp21\/index.php\/2017\/06\/17\/welfare-e-lavoro-fluido\/"},"modified":"2017-06-17T17:54:00","modified_gmt":"2017-06-17T15:54:00","slug":"welfare-e-lavoro-fluido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/2017\/06\/17\/welfare-e-lavoro-fluido\/","title":{"rendered":"Welfare e lavoro fluido"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo welfare nell\u2019era del lavoro fluido<\/p>\n<p>IL CORRIERE DELLA SERA &#8211; 17\/06\/2017<\/p>\n<p>di MAURIZIO FERRERA<\/p>\n<p>Alcuni Paesi hanno gi\u00e0 avviato riflessioni strategiche su come riorganizzare il mercato per innestare una nuova fase di crescita sostenibile, capace di contrastare la precariet\u00e0 e l\u2019esclusione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La ripresa economica sta finalmente attenuando il dramma della disoccupazione. Alcuni Paesi hanno gi\u00e0 avviato riflessioni strategiche su come riorganizzare il mercato del lavoro per innestare una nuova fase di crescita sostenibile, capace di contrastare la precariet\u00e0 e l\u2019esclusione. L\u2019obiettivo non \u00e8 facile da raggiungere. Lo sviluppo dipende in modo sempre pi\u00f9 stretto dalle innovazioni tecnologiche, dal commercio internazionale, dalla conquista o addirittura creazione di nuovi mercati, dalla digitalizzazione. Il lavoro certo non sparir\u00e0, ma diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 fluido, le mansioni di routine si contrarranno rapidamente e i vari settori produttivi saranno esposti a veri e propri effetti \u00abmarea\u00bb: espansioni repentine seguite da contrazioni, non interamente prevedibili.<\/p>\n<div>\n<p>Per gestire queste dinamiche in modo inclusivo occorre riorganizzare la solidariet\u00e0 sociale. Alcuni parlano di \u00abfluidariet\u00e0\u00bb. Il termine \u00e8 un po\u2019 ambiguo ed \u00e8 un misto tra solidariet\u00e0 e fluidit\u00e0 dell\u2019occupazione. Ma pu\u00f2 avere connotazioni positive se pensato come un complemento e non a sostituzione del welfare esistente.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Oggi i sistemi di tutela sono incentrati su sussidi accompagnati da politiche attive per riportare le persone al lavoro aiutandole nel frattempo. La rapidit\u00e0 dei mutamenti in atto richiede per\u00f2 di introdurre altri strumenti, di natura preventiva e che sostengano, proteggano e aumentino la capacit\u00e0 dei lavoratori di reinserirsi in un contesto strutturalmente mutevole.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>E\u2019 la cosiddetta \u201coccupabilit\u00e0\u201d di cui si parla da circa un ventennio, e a molti addetti ai lavori pu\u00f2 sembrare una nozione ormai trita. La novit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 che in vari Paesi questa nozione si \u00e8 finalmente tradotta in schemi concreti. I Paesi scandinavi stanno sperimentando sistemi di smistamento intersettoriale e interprofessionale dei lavoratori per far fronte agli effetti marea di cui parlavamo. In Olanda e Germania (ma anche in Canada e Australia) i lavoratori effettuano test periodici di \u201coccupabilit\u00e0\u201d, che consentono loro di accertare lo stato delle proprie competenze. Alcuni propongono che queste forme di accertamento periodico e gli eventuali aggiornamenti diventino una nuova forma di assicurazione sociale. In Francia esiste da qualche anno un programma che si chiama \u00abconto personale di attivit\u00e0\u00bb, sul quale lo Stato, i datori di lavoro e gli stessi cittadini (volontariamente) depositano risorse finanziarie da prelevare per esigenze di formazione. In alcuni casi, lo Stato accredita contributi sul conto per attivit\u00e0 svolte in campo sociale. Naturalmente l\u2019investimento in \u00aboccupabilit\u00e0\u00bb deve iniziare ben prima dell\u2019ingresso nel mercato del lavoro. La scuola svolge un ruolo cruciale, purch\u00e9 venga riorientata verso la trasmissione di conoscenze trasversali e la promozione di meta-competenze (come le capacit\u00e0 logiche), quelle che non diventano mai obsolete anche in contesti lavorativi fluidi.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Come finanziare le nuove forme di \u00abfluidariet\u00e0\u00bb? In parte si tratta di schemi e programmi che possono essere gestiti anche sotto il profilo delle risorse dalle parti sociali nell\u2019ambito della contrattazione decentrata, in altra parte devono attivarsi i territori; la digitalizzazione e la virtualizzazione di molte filiere non spezzer\u00e0 il legame fra lavoro e spazio geografico. \u00abOccupabilit\u00e0\u00bb fa rima con mobilit\u00e0 e i giovani dovranno essere pronti a muoversi pi\u00f9 di quanto non facciano oggi, soprattutto nel nostro Paese. Ma non sar\u00e0 n\u00e9 possibile n\u00e9 desiderabile sganciare il lavoro dal territorio. Teniamo anche conto che tutta la cosiddetta economia bianca, connessa all\u2019invecchiamento demografico e alla crescente domanda di servizi legati al benessere della persona e all\u2019intrattenimento (turismo compreso), manterr\u00e0 un forte ancoramento territoriale e registrer\u00e0 una massiccia espansione nei prossimi decenni.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Non sar\u00e0 possibile far gravare i costi di questa riorganizzazione solo sulle imprese e i singoli territori. Tutti dovranno contribuire. Cambiare le modalit\u00e0 di finanziamento del welfare \u00e8 l\u2019altra grande sfida che dobbiamo affrontare per sostenere la crescita inclusiva in un mercato del lavoro sempre pi\u00f9 fluido.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/17_giugno_16\/nuovo-welfare-0bee3846-520b-11e7-bf53-660c452c585b.shtml?refresh_ce-cp\">(&#8212;&gt; Leggete l&#8217;articolo)<\/a><\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo welfare nell\u2019era del lavoro fluido IL CORRIERE DELLA SERA &#8211; 17\/06\/2017 di MAURIZIO FERRERA Alcuni Paesi hanno gi\u00e0 avviato riflessioni strategiche su come riorganizzare il mercato per innestare una nuova fase di crescita sostenibile, capace di contrastare la precariet\u00e0 e l\u2019esclusione.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"","site-content-layout":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":""},"categories":[37],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}