{"id":1484,"date":"2017-07-02T10:10:00","date_gmt":"2017-07-02T08:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arxis.fr\/oswp21\/index.php\/2017\/07\/02\/facebook-non-e-un-tribunale\/"},"modified":"2017-07-02T10:10:00","modified_gmt":"2017-07-02T08:10:00","slug":"facebook-non-e-un-tribunale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/2017\/07\/02\/facebook-non-e-un-tribunale\/","title":{"rendered":"Facebook non \u00e8 un tribunale"},"content":{"rendered":"<p><em>da <strong>La Repubblica<\/strong> del <strong>2 luglio 2017<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>di Guido Scorza<\/em><\/p>\n<p>Ieri la Germania ha approvato una norma che d\u00e0 24 ore di tempo ai social network per rimuovere qualsiasi contenuto &#8220;manifestamente illecito&#8221;, e sette giorni per quelli che lo sono ma non in maniera manifesta. Altrimenti sanzioni da 50 mila a 50 milioni di euro. Ma questo \u00e8 un concetto che si evolve, e pure molto velocemente.<\/p>\n<p>VENTIQUATTRO ore per rimuovere qualsiasi contenuto &#8220;manifestamente illecito&#8221;, sette giorni per per rimuovere i contenuti la cui illiceit\u00e0 non \u00e8 manifesta. E in caso di inadempimento sanzioni da 50 mila a 50 milioni di euro. E&#8217; questa la ricetta tedesca, diventata legge ieri, per costringere i social network e, pi\u00f9 in generale, i gestori delle piattaforme che consentono la pubblicazione di contenuti prodotti dagli utenti a contribuire pi\u00f9 attivamente rispetto a quanto accaduto sin qui nella lotta ai contenuti illeciti online.<\/p>\n<p>Ma che significa &#8220;manifestamente illecito&#8221; quando si tratta di idee, opinioni, immagini o video pubblicate dall&#8217;utente di un social network? Certo, in talune ipotesi limite, rispondere pu\u00f2 essere facile o, almeno, meno difficile ma nella pi\u00f9 parte dei casi \u00e8 un esercizio straordinariamente difficile per il pi\u00f9 dotto e raffinato dei giuristi, figurarsi per un moderatore in batteria di quelli schierati dai gestori delle grandi piattaforme online nel tentativo di limitare la circolazione di taluni contenuti online.<\/p>\n<p>Il confine tra l&#8217;esercizio della libert\u00e0 di parola nella pi\u00f9 grande piazza pubblica della storia dell&#8217;umanit\u00e0 e l&#8217;abuso di tale libert\u00e0 \u00e8 labile, sottile, sfuggente, magmatico e in continuo divenire a un ritmo direttamente proporzionale a quello con il quale si trasformano la cultura, lo stile di vita, il modo di parlare o la il limite di tolleranza nei rapporti all&#8217;interno di qualsivoglia comunit\u00e0 da quella famigliare a quella globale. Immagini e parole che oggi affollano la nostra prima serata televisiva, solo una manciata di anni fa sarebbero state ritenute illecite, offensive, ingiuriose o diffamanti persino se mostrate o pronunciate in un circolo ristretto\u00a0 e protetto da solide mura.<\/p>\n<p>I tempi si evolvono e i costumi cambiano e, peraltro, tutto questo non avviene contemporaneamente in ogni angolo del mondo e neppure di un singolo Paese. Il rischio di considerare lecito ci\u00f2 che meriterebbe di essere ritenuto illecito e quello ancora pi\u00f9 elevato di ritenere illecito ci\u00f2 che meriterebbe di essere considerato lecito \u00e8 sempre in agguato e quando si stabilisce &#8211; come ha appena fatto il Parlamento tedesco &#8211;\u00a0 che a valutare se un contenuto meriti di restare online o, al contrario di essere rimosso debba essere una societ\u00e0 privata anzich\u00e9 un tribunale il rischio inesorabilmente aumenta sino a diventare democraticamente insostenibile. Facebook e con Facebook ogni altro gestore di piattaforme online non sono tribunali, nei loro dipartimenti che si occupano di moderazione non siedono giudici che rispondono solo alla legge ma dipendenti e dirigenti che, in ultima analisi, rispondono agli azionisti e al mercato.<\/p>\n<p>E le regole del mercato non sempre &#8211; anzi quasi mai &#8211; sono democratiche o, comunque, lo sono decisamente meno delle leggi di uno Stato che, ormai, salvo &#8211; per fortuna &#8211; poche eccezioni si ispirano a Carte costituzionali e convenzioni internazionali nelle quali \u00e8 scolpito a chiare lettere un principio secondo il quale la libert\u00e0 di parola di ogni uomo e di ogni cittadino \u00e8 un diritto fondamentale.<\/p>\n<p>Ma non basta. La legge tedesca, infatti, non solo confonde una corporation con un tribunale e le regole del mercato con quelle della Costituzione ma introduce una perversa e pericolosa variabile nel giudizio affidato ai gestori delle grandi piattaforme online: multe multimilionarie se considerano lecito un contenuto che avrebbe dovuto essere ritenuto illecito e omettono di rimuoverlo in una manciata di ore ma nessuna conseguenza, di nessun tipo se, al contrario, considerano illecito e rimuovono un contenuto che viene poi accertato essere lecito e, dunque, mettono un cerotto sulla bocca ad un uomo che aveva semplicemente scelto Internet per manifestare liberamente la propria opinione.<\/p>\n<p>Ve lo immaginate un arbitro di una partita di pallone che rischiasse di perdere met\u00e0 dello stipendio se non fischiasse un rigore che poi la moviola accertasse dover essere fischiato mentre non rischiasse alcunch\u00e9 laddove fischi un rigore che poi la moviola accertasse inesistente? Secondo voi quell&#8217;arbitro sarebbe sereno nel suo giudizio e indifferente nella scelta tra fischiare un calcio di rigore in ogni caso dubbio?<\/p>\n<p>Quella tedesca \u00e8 una legge sbagliata, \u00e8 una legge muscolare con la quale, con straordinaria miopia politica e giuridica, si immolano principi e diritti fondamentali di uomini e cittadini &#8211; oggi utenti del web &#8211; sull&#8217;altare di una guerra santa che non ha ragione di essere e che, peraltro, con questi strumenti non si pu\u00f2 vincere.<\/p>\n<p>Esistono oggi &#8211; e naturalmente non sar\u00e0 sfuggito al Parlamento tedesco &#8211; software che consentono con straordinaria semplicit\u00e0 e in maniera completamente automatizzata di ripubblicare online un contenuto ogni ora, minuto o secondo con l&#8217;ovvia conseguenza che se anche Facebook e soci adempissero, a tempo di record, ai nuovi obblighi loro imposti dal Parlamento tedesco, la quantit\u00e0 di contenuti illeciti presente online potrebbe non diminuire neppure di un bit. Svuotare Internet dai contenuti illeciti senza compromettere, in maniera importante, la libert\u00e0 di manifestazione del pensiero \u00e8 velleitario tanto quanto pensare di svuotare il mare con un secchiello.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 esercito di moderatori e non c&#8217;\u00e8 sanzione multimilionaria rivolta ai gestori di questa o quella piattaforma capace di ribaltare tale conclusione. Online come offline i contenuti illeciti si accompagnano a quelli leciti, la buona informazione a quella cattiva, i reati di opinione alla libert\u00e0 di parola. Non esistono scorciatoie o filtri magici per fermare il male lasciando correre il bene. Si pu\u00f2 &#8211; e,\u00a0anzi, si deve &#8211; rendere sempre pi\u00f9 efficiente e veloce &#8211; nel rispetto del diritto alla difesa &#8211; la giustizia dei Giudici e, in taluni limitati casi, quella delle autorit\u00e0 indipendenti ma guai a derogarvi specie quando in gioco c&#8217;\u00e8 la libert\u00e0 di parola.<\/p>\n<p><em><strong><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/social-network\/2017\/07\/02\/news\/facebook_non_e_un_tribunale_ecco_perche_la_legge_tedesca_e_sbagliata-169768340\/\">Continua a leggere l&#8217;articolo<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<figure><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da La Repubblica del 2 luglio 2017 di Guido Scorza Ieri la Germania ha approvato una norma che d\u00e0 24 ore di tempo ai social network per rimuovere qualsiasi contenuto &#8220;manifestamente illecito&#8221;, e sette giorni per quelli che lo sono ma non in maniera manifesta. 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