{"id":1481,"date":"2017-05-20T23:49:00","date_gmt":"2017-05-20T21:49:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arxis.fr\/oswp21\/index.php\/2017\/05\/20\/dopo-il-convegno-resoconto\/"},"modified":"2020-11-20T00:54:57","modified_gmt":"2020-11-19T23:54:57","slug":"dopo-il-convegno-resoconto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/2017\/05\/20\/dopo-il-convegno-resoconto\/","title":{"rendered":"Dopo il Convegno (resoconto)&#8230;."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000080;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\">RELAZIONE SUL CONVEGNO (19\/05\/2017)<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; color: #000080;\"><strong>A CURA DI SIMONE SANTORO<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-228 alignleft\" src=\"http:\/\/www.osservatorio21.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/testatalocandina-300x213.png\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"150\" \/> \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 <img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-222 size-thumbnail alignleft\" src=\"http:\/\/www.osservatorio21.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/convegno1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>Quando dei grandi esperti della comunicazione e del diritto incontrano un pubblico attento ed entusiasta non pu\u00f2 che nascere un bellissimo momento di confronto, dove il dibattito costruttivo fa viaggiare veloci le idee. Una velocit\u00e0 non per\u00f2 paragonabile a quella della diffusione virale che caratterizza le fake news, grandi protagoniste del convegno &#8220;Internet: trasparenza o manipolazione&#8221; organizzato dal nostro comitato, Osservatorio21, in collaborazione con l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Torino e l&#8217;Ordine dei Giornalisti del Piemonte nell&#8217;ambito del Salone Internazionale del Libro. La cornice: il bellissimo Palazzo dell&#8217;Universit\u00e0 di via Po.<\/p>\n<p>L&#8217;apertura dei giochi spetta necessariamente al &#8220;padrone di casa&#8221;, <span style=\"color: #000080;\"><strong>Gianmaria Ajani<\/strong><\/span>, rettore dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Torino, che punta il dito contro la tendenza quasi patologica alla semplificazione insita in molti media contemporanei. &#8220;Bisogna rispettare la complessit\u00e0 per fare informazione utile&#8221; e \u201cl&#8217;Universit\u00e0 \u00e8 la palestra che per definizione ci allena a gestire tale complessit\u00e0, sviluppando il nostro senso critico\u201c.<br \/>\nIl confronto si sposta poi sull&#8217;asse <span style=\"color: #000080;\"><strong>Mezza-Floridi<\/strong><\/span>, docente all&#8217;Universit\u00e0 Federico II di Napoli e giornalista il primo, docente all&#8217;Universit\u00e0 di Oxford di Filosofia ed Etica dell&#8217;informazione il secondo. Proprio <span style=\"color: #000080;\"><strong>Floridi<\/strong> <\/span>esordisce, indicando nel nostro periodo storico una &#8220;stagione di pigrizia della ragione&#8221;, ma \u201cnon dobbiamo abbassare la guardia\u201c, dobbiamo semmai \u201ciniziare a correre\u201d per recuperare il tempo perso: la struttura digitale del nostro Paese va cambiata e il ruolo di protagonista lo deve assumere la politica. La regolazione dell&#8217; &#8220;Infosfera&#8221;, aggiunge, deve passare dalla sinergia tra algoritmi e intelligenza umana.<\/p>\n<p>La parola passa quindi a <span style=\"color: #000080;\"><strong>Riccardo Rossotto<\/strong><\/span> (avvocato, esperto di diritto industriale e societario nonch\u00e8 Presidente CSI Piemonte) che rincara la dose: &#8220;la manipolazione \u00e8 un problema che dovrebbe farci tremare le vene nei polsi&#8221; e, sostiene, &#8220;la politica \u00e8 il grande assente&#8221;. &#8220;Stiamo vivendo una rivoluzione e un&#8217;altra si sta avviando (quella dell&#8217;intelligenza artificiale), su di noi grava una responsabilit\u00e0 generazionale&#8221;. In particolare, secondo Rossotto, i principali responsabili, oltre alla politica, sono i genitori (che vedono nel Web la nuova &#8220;baby-sitter&#8221;), l&#8217;istruzione (rea anche di aver relegato a un ruolo marginalissimo la fondamentale educazione civica), la stampa e la giustizia. Sottolinea poi come il Web sia &#8220;un&#8217;universalit\u00e0 senza confini&#8221; e come pertanto sia necessario adottare una prospettiva sovrannazionale per regolarlo efficacemente. Regolarlo, ovviamente, rispettando la libert\u00e0 d&#8217;opinione che trova bilanciamento nella nozione di &#8220;continenza espressiva&#8221;, concetto tipico dell&#8217;orientamento giurisprudenziale rafforzato dalla Cassazione secondo il quale tale libert\u00e0 non pu\u00f2 manifestarsi in ingiuria verso terzi n\u00e9 pu\u00f2 risolversi in critica priva di motivazione, equivalente a un semplice attacco nei confronti dell&#8217;altra parte.<\/p>\n<p>Qual\u2019\u00e8 la natura delle fake news e quali sono i loro \u201cprogenitori\u201c? Questa domanda trova pronta risposta nelle parole di <span style=\"color: #000080;\"><strong>Michele Mezza<\/strong><\/span> che le definisce &#8220;contenuti radicali di comunit\u00e0 che leggono ci\u00f2 che vogliono credere&#8221; e sono per questo molto affini a &#8220;propaganda e giornali di partito&#8221; gi\u00e0 presenti nel passato. L&#8217;habitat ideale delle notizie false \u00e8 il web, &#8220;uno spazio pubblico come la sanit\u00e0 o l&#8217;istruzione&#8221; che deve essere quindi &#8220;trasparente e negoziabile&#8221;. Uno spazio che segue &#8220;un cambiamento non meccanico o quantitativo, bens\u00ec costitutivo&#8221;. Al fine di un controllo efficace, conclude, sarebbe importante rafforzare &#8220;i network di sentinelle&#8221;.<\/p>\n<p>Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda, <span style=\"color: #000080;\"><strong>Laura Bononcini<\/strong><\/span>, responsabile relazioni istituzionali di Facebook Italia, secondo cui la rimozione di contenuti, in quanto talvolta molto discrezionale e potenzialmente in conflitto con i valori di neutralit\u00e0 e democrazia, dovrebbe limitarsi ad agire contro l&#8217;illegalit\u00e0, per gli altri casi bisognerebbe fondarsi principalmente sugli strumenti delle segnalazioni e dei &#8220;suggerimenti&#8221;. In modo sperimentale, ci spiega, in alcuni Stati Facebook gi\u00e0 attribuisce alle &#8220;fact checking organizations&#8221; il compito di segnalare i contenuti falsi, a ci\u00f2 viene aggiunto il suggerimento all\u2019utente di una lista di articoli \u201cverificati\u201d trattanti lo stesso argomento per permettergli di formarsi un&#8217;idea pi\u00f9 oggettiva. Le controindicazioni legate alla rimozione di determinati contenuti possono portare a conseguenze paradossali. Un caso, ci dice, \u00e8 legato alla rimozione di una famosissima immagine, vincitrice del Premio Pulitzer, in quanto ritraente una bambina di nove anni nuda e in lacrime dopo un bombardamento al napalm. L&#8217;immagine di forte valore storico era stata rimossa burocraticamente da un addetto di Facebook, in quanto violante la policy dell&#8217;azienda.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><strong>Anna Masera<\/strong><\/span>, giornalista, caporedattore e public editor de La Stampa e direttrice del Master di giornalismo di Torino, ribadendo l&#8217;essenzialit\u00e0 degli algoritmi per orientare il lavoro, altrimenti titanico, dell&#8217;uomo nella ricerca delle notizie false, valorizza l&#8217;approccio misto in cui collaborano utenti, algoritmi e la piattaforma con i suoi dipendenti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><strong>Paolo Attivissimo<\/strong><\/span>, consulente informatico e studioso di disinformazione dei media, evidenzia le potenzialit\u00e0 socialmente devastanti delle fake news (come nel caso \u201cStamina\u201c). Inoltre, aggiunge, se il &#8220;copia e incolla&#8221; fa risparmiare tempo, causa una perdita di autorevolezza. Autorevolezza legata a un certo livello qualitativo che, conseguentemente allo spostamento di risorse dai media tradizionali ai social, diventa di sempre pi\u00f9 difficile raggiungimento, causando un circolo vizioso che porta una minore domanda, quindi ancora minori risorse e dunque un\u2019ancora inferiore qualit\u00e0.<\/p>\n<p>A conclusione del convegno intervengono <span style=\"color: #000080;\"><strong>Sergio Scamuzzi<\/strong><\/span>, professore ordinario presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Torino, e <span style=\"color: #000080;\"><strong>Fabrizio Pace,<\/strong><\/span> membro del Comitato Osservatorio21, che ci illustrano il quadro della realt\u00e0 universitaria il primo e del comitato stesso il secondo.<br \/>\nProprio Fabrizio evidenzia l\u2019impegno attivo assunto da Osservatorio21 verso le sfide del ventunesimo secolo (da qui il nome) che siamo costretti ad affrontare se non vogliamo diventare sudditi delle nostre stesse creazioni: web e intelligenze artificiali su tutte. Dal punto di vista operativo questo impegno si traduce in un percorso di formazione, in collaborazione con l&#8217;Unione Industriale di Torino e il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi, che ha gi\u00e0 coinvolto 6 classi e 150 studenti dell&#8217;Istituto Natta di Rivoli e del Liceo Classico D&#8217;Azeglio di Torino. Inoltre, \u00e8 previsto a breve un allargamento dell&#8217;iniziativa a pi\u00f9 di 30 classi per circa un migliaio di studenti, in modo da continuare a diffondere la consapevolezza fra le nuove generazioni delle insidie legate a un inadeguato utilizzo della rete, fornendoli gli adeguati strumenti per vivere al meglio questo nuovo \u201cspazio\u201d della socialit\u00e0 contemporanea. Perch\u00e8, come pi\u00f9 volte hanno ribadito gli ospiti, la regolamentazione ha un impatto relativo senza la formazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-221 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.osservatorio21.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/convegno2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/> \u00a0 <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-220 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.osservatorio21.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/convegno3-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RELAZIONE SUL CONVEGNO (19\/05\/2017) A CURA DI SIMONE SANTORO \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 Quando dei grandi esperti della comunicazione e del diritto incontrano un pubblico attento ed entusiasta non pu\u00f2 che nascere un bellissimo momento di confronto, dove il dibattito costruttivo fa viaggiare veloci le idee. 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