{"id":1473,"date":"2017-01-18T10:00:36","date_gmt":"2017-01-18T09:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arxis.fr\/oswp21\/index.php\/2017\/01\/18\/l-europa-deve-muoversi\/"},"modified":"2017-01-18T10:00:36","modified_gmt":"2017-01-18T09:00:36","slug":"l-europa-deve-muoversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/2017\/01\/18\/l-europa-deve-muoversi\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa deve muoversi"},"content":{"rendered":"<p>Al momento la Germania \u00e8 il Paese dell\u2019Unione dove pi\u00f9 vivace \u00e8 il dibattito sulla necessit\u00e0 di prescrivere per legge meccanismi di controllo contro le Fake News, anche in vista della campagna elettorale alle porte.<\/p>\n<p>In una recente intervista a Der Spiegel il capogruppo socialdemocratico al Bundestag, Thomas Oppermann, interviene nel dibattito, annunciando un atteggiamento pi\u00f9 rigido nei confronti di Facebook e altre piattaforme. A suo dire i provvedimenti di autoregolamentazione di Facebook contro Fake News e violenza verbale non sono abbastanza incisivi.<\/p>\n<p>Oppermann conta di arrivare rapidamente ad un accordo nella Grosse Koalition per la presentazione al Bundestag di una proposta di legge a tal proposito.<\/p>\n<p>Il capogruppo della SPD critica in particolare Facebook: \u201c Il ministro della Giustizia ,Heiko Maas , si \u00e8 dato da fare a lungo e con impegno per costruire ponti, ma Facebook non ha sfruttato abbastanza la possibilit\u00e0 di autoregolamentare efficacemente la gestione dei contenziosi\u201d<\/p>\n<p>Oppermann vuole che le piattaforme che dominano il mercato, come Facebook, vengano obbligate per legge ad istituire, su suolo tedesco , un servizio di tutela raggiungibile 365 giorni all\u2019anno,24 ore su 24 , cui possano rivolgersi le persone interessate e documentare di essere state vittime di Fake News.<\/p>\n<p>Se Facebook, dopo un\u2019accurata verifica, non cancella immediatamente ed entro 24 ore la falsa informazione, dovr\u00e0 fare i conti con una multa fino a 500.000 euro. Inoltre, a richiesta del danneggiato, dovr\u00e0 provvedere ad un indennizzo di pari entit\u00e0.<\/p>\n<p>Bisogna trovare una strada che renda possibile perseguire a livello mondiale le affermazioni riconosciute come disonorevoli o false. Non si tratta ovviamente ne di Polizia delle opinioni, ne\u2019 di Commissioni della Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Facebook ha intanto proposto dei nuovi provvedimenti, anche sull\u2019onda delle reazioni alla fase finale della campagna elettorale americana, con cui l\u2019azienda vuole limitare la diffusione di Fake News. Gli utilizzatori potranno pi\u00f9 rapidamente denunciare le notizie false.<\/p>\n<p>Inoltre, questo \u00e8 il passo pi\u00f9 drastico, Facebook collaborer\u00e0 con specialisti e consulenti per bloccare diffusori identificati di Fake News. In tal senso \u00e8 partita un\u2019attivit\u00e0 congiunta con ABC News e Associated Press, cosi come con i web-site antifake americani Snopes, factchek.org e \u201c Politifact \u201c.<\/p>\n<p>Insomma \u00e8 necessario che l\u2019Europa si muova, possibilmente unita, sulla strada del contrasto a Fake News e violenza verbale. L\u2019America \u00e8 gi\u00e0 partita a modo suo, in un contesto culturale e giuridico molto diverso dal nostro. Non sar\u00e0 facile per gli europei dialogare efficacemente con piattaforme e social media, nati e cresciuti in USA, che finora hanno dettato le regole del gioco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al momento la Germania \u00e8 il Paese dell\u2019Unione dove pi\u00f9 vivace \u00e8 il dibattito sulla necessit\u00e0 di prescrivere per legge meccanismi di controllo contro le Fake News, anche in vista della campagna elettorale alle porte. 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