{"id":1470,"date":"2017-01-12T10:00:01","date_gmt":"2017-01-12T09:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arxis.fr\/oswp21\/index.php\/2017\/01\/12\/il-manifesto-di-osservatorio21\/"},"modified":"2021-04-07T01:30:24","modified_gmt":"2021-04-06T23:30:24","slug":"il-manifesto-di-osservatorio21","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/2017\/01\/12\/il-manifesto-di-osservatorio21\/","title":{"rendered":"Il manifesto di Osservatorio21"},"content":{"rendered":"<p>Osservatorio21 nasce allo scopo di condividere, anche in rete, informazioni e riflessioni sui nuovi rischi cui \u00e8 esposta oggi la democrazia con i suoi valori.<br \/>\nLa libert\u00e0 non si conquista mai \u201cuna volta per sempre\u201d. Tutte le generazioni sono chiamate, di volta in volta, ad affrontare nuovi contesti e nuove sfide per tutelarla e farla progredire nelle relazioni socioculturali, economiche, politiche.<br \/>\nMonitorare i fenomeni che corrodono le istituzioni democratiche \u00e8 dovere civile.<\/p>\n<p>Un primo tema riguarda gli abusi nella comunicazione social (Internet 2.0): infatti la diffusione di <a href=\"http:\/\/www.osservatorio21.it\/index.php\/category\/internet2\/\">notizie false e violenza verbale<\/a> influiscono sul degrado dei rapporti sociali ed arrivano a condizionare l&#8217;opinione pubblica in momenti di formazione delle istituzioni democratiche.<\/p>\n<p>Un secondo tema riguarda gli <a href=\"http:\/\/www.osservatorio21.it\/index.php\/category\/industria4\/\">impatti sul lavoro della diffusione dell&#8217;intelligenza artificiale<\/a> nell&#8217;industria e nei servizi (Industria 4.0).<\/p>\n<p>Un terzo tema si focalizza sulla <a href=\"http:\/\/www.osservatorio21.it\/index.php\/category\/metropoli\/\">Citt\u00e0 Metropolitana di Torino<\/a> (Metropoli), laboratorio di idee ed innovazione ieri, oggi &#8230; e domani?<\/p>\n<div>\n<p><strong>INTERNET 2.0, t<\/strong><strong>rasparenza o manipolazione?<\/strong><\/p>\n<p>Internet ha aperto un\u2019era di speranza e opportunit\u00e0 per la libert\u00e0 di espressione e la condivisione immediata dell\u2019informazione e della conoscenza.<br \/>\nTuttavia, la sua crescita caotica e senza regole sta generando una distorsione sempre pi\u00f9 evidente e diffusa nei processi di comunicazione.<br \/>\nOccorre reagire con iniziative tese a sensibilizzare l\u2019opinione pubblica, promuovendo progetti di contrasto all\u2019uso manipolativo dei media. Questo fenomeno, con altri sintomi ed emergenze, rende necessario diffondere rapidamente la consapevolezza che, nell\u2019attuale fase storica, libert\u00e0 e democrazia sono a rischio.<br \/>\nNell\u2019arco degli ultimi due anni, le democrazie occidentali hanno visto emergere una serie di minacce:<\/p>\n<ol>\n<li>esterne : terrorismo islamico, immigrazione di massa incontrollata dal Medio Oriente e dall\u2019Africa piagata dalle guerre, forte concorrenza economica da parte dei nuovi protagonisti asiatici del libero mercato, non sempre corretti nell\u2019aderire alle regole del libero mercato stesso, ecc;<\/li>\n<li>interne: crisi economico-finanziarie; crisi dell\u2019occupazione e disoccupazione giovanile; arresto, in molti Paesi, dell\u2019ascensore sociale e quindi del nesso tra democrazia e speranza di una migliore qualit\u00e0 della vita; eccesso dei costi e disfunzionalit\u00e0 di molti sistemi di welfare state.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Tra questi nuovi rischi, la distorsione sempre pi\u00f9 evidente e diffusa dei processi di informazione attraverso i nuovi strumenti di comunicazione social (Internet, Facebook, Twitter, ecc) costituisce una minaccia trasversale, che nasce dai processi di innovazione tecnologica messi in atto nelle societ\u00e0 democratiche pi\u00f9 avanzate, ma che, ormai, si esplica e viene utilizzata sia all\u2019interno di queste stesse societ\u00e0, sia dall\u2019esterno, da chi intende minare la loro influenza nel mondo e ostacolare la capacit\u00e0 di diffondere il loro modello socio-economico.<br \/>\nTale distorsione nasce da due fattori fondamentali:<\/p>\n<ol>\n<li>La semplificazione del linguaggio, insita nella struttura stessa dei social network. Tale semplificazione conduce fatalmente ad una comunicazione costituita da messaggi \u201cbasici\u201d e superficiali, che facilmente si riducono a slogan e altrettanto facilmente si traducono in aggressivit\u00e0 e volgarit\u00e0 verbale, in un confronto tra opinioni diverse che non fa pi\u00f9 riferimento all\u2019esercizio del ragionamento;<\/li>\n<li>La creazione di notizie false (le \u201cbufale\u201d), che, rapidamente diffuse in tutta la rete, acquisiscono velocemente una veridicit\u00e0 creata dalla stessa \u201cpervasivit\u00e0\u201d della loro diffusione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questo fenomeno \u00e8 particolarmente pericoloso, in quanto va a minare la base razionale essenziale della democrazia, che \u00e8 quella di deliberare a maggioranza, dopo aver acquisito sufficienti conoscenze ed informazioni ed avere confrontato tra loro le diverse opinioni che vengono a formarsi sulla realt\u00e0.<br \/>\nIn poche parole, la realt\u00e0 virtuale sta condizionando, in misura sempre pi\u00f9 invasiva, la possibilit\u00e0 di valutare la realt\u00e0 concreta e poter, quindi, prendere decisioni su essa a ragion veduta.<br \/>\nA fianco di questo aspetto, inevitabile \u00e8 il conseguente imbarbarimento del confronto politico, sociale, culturale.<br \/>\nDi fronte a questo fenomeno, \u00e8 evidente che i giovani sono tra i soggetti pi\u00f9 condizionabili, ma soprattutto pi\u00f9 esposti agli effetti diseducativi di un modo di confrontarsi che sta diventando una palestra di intolleranza, andando, quindi, a colpire un\u2019altra componente fondamentale della democrazia: lo spirito di tolleranza.<br \/>\nIl problema sta emergendo nel dibattito pubblico e alcuni esperti, stranieri e italiani, lo stanno analizzando nelle sue componenti tecnologiche, nei suoi risvolti normativi, nelle sue conseguenze culturali.<br \/>\nPer questo, il nostro \u201cgruppo di impegno\u201d intende dedicare attenzione a questo fenomeno, organizzando eventi di sensibilizzazione e informazione verso il largo pubblico, con particolare attenzione ai giovani.<\/p>\n<p><strong>INDUSTRIA 4.0, i<\/strong><strong>nnovazione o collasso?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019implementazione della cosiddetta &#8220;INDUSTRIA 4.0&#8221;, con l&#8217;introduzione diffusa di Internet delle cose, segna un salto qualitativo nell&#8217;evoluzione delle tecnologie utilizzate nel mondo della produzione e dei servizi. Ma pu\u00f2 generare in particolare in Europa gravi rischi per la sopravvivenza della democrazia, se non vengono studiate, predisposte e applicate serie contromisure di carattere sociale.<\/p>\n<p>Un recente studio di Nomura segnala una forte correlazione tra la crescita della disoccupazione e dei flussi migratori ed il consenso verso i partiti populisti anti sistema (PPA), che in Europa tra il 2012 e il 2016 \u00e8 raddoppiato (dal 12% al 31%).<\/p>\n<p>Tralasciando per il momento la complessa tematica dei flussi migratori tutt&#8217;altro che in via di risoluzione, vogliamo focalizzarci sul tema della disoccupazione che, gi\u00e0 attualmente ai limiti di rottura in molte nazioni europee, pu\u00f2 esplodere nell&#8217; arco dei prossimi 5\/10 anni per conseguenza della realizzazione pratica e diffusa di &#8220;INDUSTRIA 4.0&#8221;.<\/p>\n<p>La definizione di &#8220;INDUSTRIA 4.0&#8221; nasce come progetto in Germania nel 2011 e trova nel 2013 una compiuta definizione: &#8220;Massiva introduzione nell&#8217;Industria dell&#8217;Internet delle cose&#8221;.<\/p>\n<p>Ossia connessione attiva in rete dei singoli macchinari per renderli in grado di compiere specifiche azioni in maniera autonoma e di controllarsi reciprocamente.<\/p>\n<p>Negli ultimi 5 anni le maggiori imprese sono passate dall\u2019elaborazione teorica alla realizzazione per ora in via sperimentale. I risultati hanno abbondantemente confermato la fattibilit\u00e0 e sta iniziando una fase di implementazione che, anche alla luce delle agevolazioni agli investimenti da parte dei vari stati (L&#8217;Italia ha varato uno specifico piano INDUSTRIA 4.0 nel 2015), accelerer\u00e0 notevolmente il processo.<br \/>\nIl rapporto curato dal World Economic Forum &#8220;The Future of Jobs&#8221; stima che tra il 2015 e il 2020 nelle 15 principali economie mondiali si perderanno oltre 7 milioni di posti di lavoro &#8220;tradizionali&#8221;, in parte compensati da 2 milioni di posti &#8220;innovativi&#8221;.<br \/>\nIl saldo gi\u00e0 pesante \u00e8 di 5 milioni, ma \u00e8 aggravato dal fatto che \u00e8 molto difficile la ricollocazione degli esuberi ed anche i nuovi posti richiedono profili di non facile reperimento.<br \/>\nUn&#8217;ulteriore stima proposta dall&#8217;OCSE, valutando i rischi in 22 paesi industrializzati, indica come media il 35% di posti &#8220;esposti&#8221; (parzialmente riqualificabili) e nell\u2019 8% i posti che verrebbero cancellati dall&#8217;introduzione di IND.4.0.<br \/>\nSe veniamo all&#8217;Italia, l&#8217;OCSE stima rispettivamente il 45% &#8220;esposti&#8221; e il 10% a grande rischio; considerando che L&#8217;Italia esce dalla gi\u00e0 lunga crisi economica in condizioni critiche, avendo un tasso di disoccupazione ( in particolare giovanile) al limite di rottura.<br \/>\nSi comprende come l&#8217;impatto delle previsioni suesposte potrebbe essere deflagrante su una democrazia che, particolarmente in questo momento, mostra segni di grande fragilit\u00e0 e di incapacit\u00e0 ad affrontare sfide che richiedono progettualit\u00e0 a medio e lungo periodo e coraggio decisionale.<br \/>\nOsservatorio21 deve avviare un approfondimento della tematica con l&#8217;ambizione di dare anche in questo campo un contributo in termini di sensibilizzazione e di proposte che stimolino l&#8217;attivazione di adeguate contromisure.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservatorio21 nasce allo scopo di condividere, anche in rete, informazioni e riflessioni sui nuovi rischi cui \u00e8 esposta oggi la democrazia con i suoi valori. La libert\u00e0 non si conquista mai \u201cuna volta per sempre\u201d. Tutte le generazioni sono chiamate, di volta in volta, ad affrontare nuovi contesti e nuove sfide per tutelarla e farla &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/2017\/01\/12\/il-manifesto-di-osservatorio21\/\"> <span class=\"screen-reader-text\">Il manifesto di Osservatorio21<\/span> Leggi altro &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"default","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"default","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":""},"categories":[26],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1470"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1470"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1488,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1470\/revisions\/1488"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.test.osservatorio21.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}