Categoria: Società

Documenti, osservazioni, contributi interni ed esterni relativi ai principi ed alle attività di Osservatorio21.
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  • Notav – NoGronda – M5S : il pericoloso gioco dell’oca

    Il pericoloso gioco dell’oca che porta al collasso il Paese. la storia troppo “simile” del Ponte Morandi a Genova e del Traforo del Frejus in Valsusa.

    In questi giorni di smarrimento, di rabbia e di dolore per la tragedia di Genova, una sciagura incomprensibile ed inaccettabile che poteva toccare a ciascuno di noi,  è necessario ed utile non unirci alla pratica impropria della ricerca del colpevole,  pronunciando sentenze e condanne che toccheranno solo alla magistratura, ma iniziare a ragionare sui mali e sui rimedi.

    Quindi su come evitare la prossima sciagura (stradale o ferroviaria) dotando il paese di una rete di infrastrutture rinnovate e sicure.

    Qualche prima considerazione è possibile già farla oggi.

    Il crollo del viadotto Morandi è  semplicemente la somma di numerose concause e sottovalutazioni che hanno portato al tragico epilogo finale:

    1. il Ponte Morandi concepito negli anni ’60, progettato per una “vita utile” di 50 anni, è stato uno dei primi grandi ponti costruiti al mondo con strutture precompresse in cemento armato; come tutti i “prototipi” ha contribuito a rivoluzionare il mondo dell’ingegneria. Ma i decenni successivi hanno rilevato notevoli  problemi, non previsti in fase progettuale,  dovuti anche alle caratteristiche dei  materiali utilizzati e che hanno riguardato non solo l’impalcato ma l’intera struttura.  Tali problemi  noti da tempo, comuni a tutte le strutture analoghe della stessa epoca, hanno reso necessario in passato importanti lavori di manutenzione straordinaria, lavori di rinforzo e la realizzazione di un sistema di monitoraggio (che ha dimostrato drammaticamente di non essere adeguato).
    2. Per tutte queste ragioni il ponte, ormai alla fine della sua vita utile, ha avuto elevati costi di manutenzione, che avevano ormai praticamente superato il costo di realizzazione parametrato a oggi
    3. il ponte, come praticamente tutte le strutture dell’epoca, era dimensionato per un traffico e di molto inferiore a quello registrato oggi (si dice 1/5 dell’attuale); nessuno poteva prevedere i carichi e i volumi di traffico cui sarebbe stato sottoposta la struttura e soprattutto quali sarebbero stati gli effetti usuranti sulla stessa.

    Sulla stabilità del ponte, sulla sicurezza degli stralli, sulle misure di monitoraggio dovranno essere accertate le responsabilità e le inadempienze del concessionario autostradale.

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  • Il video di GRILLO (M5S) del 2014

    Genova, crolla ponte Morandi.
    Grillo nel 2014 con i “No Gronda”:
    “Fermiamoli con l’esercito”

    La Repubblica
    Martedì 14 agosto 2018

    Nel 2014 dopo l’alluvione che colpì la città di Genova, Grillo assieme al Comitato “No Gronda” denunciava dal Circo Massimo, Roma, lo spreco di denaro per le grandi opere: “6 per il terzo Valico e 3-4 miliardi di euro per la Gronda”, dichiarava il grillino Paolo Putti del Comitato.

    L’opera della Gronda avrebbe dovuto alleggerire il traffico sul Ponte Morandi deviando almeno i mezzi pesanti, ma il leader dei pentastellati lo riteneva uno spreco di denaro e incitava il pubblico gridando: “Dobbiamo fermarli con l’esercito”.

    (Cliccate qui sotto per vedere il filmato):
    https://video.repubblica.it/dossier/genova-crollo-ponte-morandi/genova-crolla-ponte-morandi-grillo-nel-2014-con-i-no-gronda-fermiamoli-con-l-esercito/312422/313056

  • Vaccini: lettera del medico Claudio Puoti

    Il medico Claudio Puoti scrive a Taverna e Barillari:
    “Mia nipote è immunodepressa,
    mi dicano cosa fare”

    “Gent.ma On. Sen. Paola Taverna, Preg.mo sig. Consigliere Reg. Lazio Davide Barillari, mi rivolgo a Voi, tra i massimi esperti di immunologia, infettivologia e microbiologia per chiedere alla Vostra preclara competenza un parere scientifico e clinico, dato che io – benché medico internista ed infettivologo con 40 anni di esperienza clinica e di ricerca alle spalle, 15 anni come Primario Medico di Ruolo, tre specializzazioni, due idoneità nazionali a Primario, docente universitario – non sono in grado di assumere una decisione.

    Ho una nipotina di appena sei anni (6 anni!) operata tre mesi fa per una rarissima forma di cancro ovarico ed attualmente in chemioterapia. Ha ovviamente la conta dei neutrofili bassissima (data la Vostra specifica e profonda cultura in materia ritengo pleonastico spiegarVi cosa sono i neutrofili e come ci difendono dalle infezioni), ma il problema è che fra meno di un mese dovrebbe rientrare a scuola.

    Secondo i ridicoli e squallidi dogmi dell’OMS, dell’ISS, della FIMMG, della FNOMCeO, di tutta la comunità scientifica internazionale e via dicendo (peraltro sicuramente al soldo delle multinazionali come Lei, Cons. Barillari, ci ha ben chiarito di recente) ed ai quali io ho scioccamente ed acriticamente creduto per 40 anni, la bimba va considerata un soggetto immunodepresso.

    E ora cosa si fa, Gent.ma Sen. Taverna e Preg.mo Cons. Barillari? Non la mandiamo a scuola, negandole l’obbligo scolastico ? o la mettiamo in una classe di bimbi vaccinati, isolandola in una condizione “similabile” (pensi Sen. Taverna, ho sempre creduto che si dicesse “assimilabile”) ad un ghetto? e chi mi garantisce che le autocertificazioni siano attendibili? In Italia? ma che, “davero”? Oppure la mando dai “cuggini” con morbillo in atto, così si immunizza prima, secondo le indicazioni scientifiche della Sen. Taverna? non pensa che durerebbe meno di un gatto in tangenziale?

    Attendo con ansia il Vostro consiglio che sarà sicuramente illuminato, dato che come ci ha illuminato Barillari la politica viene prima della scienza, la quale è asservita al grande capitale mondiale; però mi raccomando la celerità del vostro parere, perché tra poco la bimba dovrà rientrare a scuola. Però avrei ancora una curiosità: Cons. Barillari, se le Sue posizioni sono davvero così lucide e cristalline, come mai il suo stesso movimento l’ha “cazziata” (come si dice a Roma)?

    P.S: ciò che mi stupisce di più è la Ministra Grillo, che essendo mia collega forse dovrebbe ricordare di essere prima un medico e poi un politico”.

     

  • Prepariamoci alle Europee

    L’appello di Massimo Cacciari

    La Repubblica
    Sabato 4 agosto 2018

    La situazione dell’Italia si sta avvitando in una spirale distruttiva. L’alleanza di governo diffonde linguaggi e valori lontani dalla cultura — europea e occidentale — dell’Italia. Le politiche progettate sono lontane da qualsivoglia realismo e gravemente demagogiche. Nella mancanza di una seria opposizione, i linguaggi e le pratiche dei partiti di governo stanno configurando una sorta di pensiero unico, intriso di rancore e risentimento. Il popolo è contrapposto alla casta, con una apologia della Rete e della democrazia diretta che si risolve, come è sempre accaduto, nel potere incontrollato dei pochi, dei capi. L’ossessione per il problema dei migranti, ingigantito oltre ogni limite, gestito con inaccettabile disumanità, acuisce in modi drammatici una crisi dell’Unione europea che potrebbe essere senza ritorno.

    L’Europa è sull’orlo di una drammatica disgregazione, alla quale l’Italia sta dando un pesante contributo, contrario ai suoi stessi interessi. Visegrad nel cuore del Mediterraneo: ogni uomo è un’isola, ed è ormai una drammatica prospettiva la fine della libera circolazione delle persone e la crisi del mercato comune. È diventata perciò urgentissima e indispensabile un’iniziativa che contribuisca a una discussione su questi nodi strategici. In Italia esiste ancora un ampio spettro di opinione pubblica, di interessi sociali, di aree culturali disponibile a discutere questi problemi e a prendere iniziative ormai necessarie. Perché ciò accada è indispensabile individuare, tempestivamente, nuovi strumenti in grado di ridare la parola ai cittadini che la crisi dei partiti e la virulenza del nuovo discorso pubblico ha confinato nella zona grigia del disincanto e della sfiducia, ammutolendoli. Per avviare questo lavoro — né semplice né breve — è indispensabile chiudere con il passato ed aprire nuove strade all’altezza della nuova situazione, con una netta ed evidente discontinuità: rovesciando l’ideologia della società liquida, ponendo al centro la necessità di una nuova strategia per l’Europa, denunciando il pericolo mortale per tutti i paesi di una deriva sovranista, che, in parte, è anche il risultato delle politiche europee fin qui condotte.

    C’è una prossima scadenza, estremamente importante, che spinge a mettersi subito in cammino: sono ormai alle porte le elezioni europee. C’è il rischio che si formi il più vasto schieramento di destra dalla fine della Seconda guerra mondiale. La responsabilità di chi ha un’altra idea di Europa è assai grande. Non c’è un momento da perdere. Tutti coloro che intendono contribuire all’apertura di una discussione pubblica su questi temi, attraverso iniziative e confronti in tutte le sedi possibili, sono invitati ad aderire.

    Gli altri firmatari: Enrico Berti Michele Ciliberto Biagio de Giovanni Vittorio Gregotti Paolo Macrì Giacomo Manzoni Giacomo Marramao Mimmo Paladino Maurizio Pollini Salvatore Sciarrino.

  • Percezione e Realtà (secondo Salvini)

    Perché su immigrazione e sicurezza Salvini gioca con la percezione della realtà

    (Articolo di Lorenzo Borga – 09/07/2018)

    I numeri dicono che la realtà è ben diversa da quella che immaginano gli italiani. Ma la nostra società sta cambiando e il ministro se ne è accorto prima di molti altri.

    Tra percezione e realtà. È un conflitto aperto quello tra il sentire comune e la realtà dei fatti e dei numeri. In particolare sui temi più divisivi, come l’immigrazione e la sicurezza. Non a caso sono questi i cavalli di battaglia di Matteo Salvini,… (—-> leggete tutto l’articolo)

  • Venice Time Machine

    Venice Time Machine:
    quando i Big Data sposano la cultura

    ARCHEOMATICA
    29/06/2017


     docVenezia


    E’ in corso un progetto del Politecnico di Losanna e dell’Università Ca’ Foscari che prevede la digitalizzazione e conseguente creazione di un enorme database per la valorizzazione dei documenti della Serenissima.

    Il progetto denominato Venice Time Machine nasce da una collaborazione tra gli studiosi dell’Università Ca’ Foscari e il Politecnico di Losanna, ideato e promosso da Frédéric Kaplan si pone l’obiettivo di ricostruire una Venezia virtuale del passato, liberamente fruibile online.

    “L’idea è nata da una mia visita all’Archivio di Santa Maria Gloriosa dei Frari: quegli 80 chilometri di documenti sui cittadini, gli scambi commerciali, i processi, le negoziazioni, i matrimoni mi sono sembrati un’occasione preziosa per estrarre con gli strumenti dell’informatica nuove forme di conoscenza storica» spiega Frédéric Kaplan, docente di umanesimo digitale al Politecnico di Losanna.
    “Venezia è la città ideale: per la grande mole di commerci, scrupolosamente registrati, e l’ottima organizzazione amministrativa, che ci ha tramandato dati su abitanti, botteghe, edifici, vie e canali”.

    La prima fase del progetto ha previsto la digitalizzazione dell’archivio cartaceo “Con un nuovo scanner circolare di nostra invenzione, il più veloce al mondo – 12 pagine al minuto – abbiamo digitalizzato già oltre 200.000 manoscritti di S. Maria dei Frari e 350.000 tra dipinti e fotografie della fondazione Giorgio Cini. Diventeranno un milione entro il 2019» spiega la ricercatrice Isabella di Lenardo, coordinatrice scientifica del progetto. «Ci aiuteranno a costruire una Venezia virtuale visitabile: monumenti palazzi, oggetti d’arte che non esistono più, o sono cambiati. In quest’ottica anche il dipinto di Canaletto del 1750 con Piazza San Marco è una fonte storica. Non è una fotografia ma in qualche modo ci documenta come poteva essere l’aspetto della piazza e come si vestivano le persone”.

    I documenti digitalizzati provenienti  dall’archivio di Santa Maria Gloriosa dei Frari, saranno presto sottoposti ad analisi di apprendimento automatico con tecniche di machine learning. La digitalizzazione dovrebbe permettere di unire le informazioni provenienti da fonti diverse (testi e immagini), creando un social network delle connessioni tra uomini, cose o eventi.

    “Ad esempio per un pittore posso localizzare sulla mappa la sua bottega. E, come in un “Facebook dell’antichità”, scoprire chi erano i suoi vicini e dove vivevano i suoi parenti, sapere cosa è successo nella sua via – intrighi compresi – e tutto ciò che gli storici sono costretti a ignorare per limiti di tempo e risorse.

    “Gli automatismi e la velocità dei Big Data superano questi vincoli” spiega Kaplan. Infatti sarà possibile conoscere anche le più piccole vicende dei Veneziani come artigiaini, mercanti e ciabattini. Sapremo cosa è accaduto ad una persona in un determinato momento, conosceremo la sua vita, i suoi intrighi, dove è stato e cosa ha fatto.

    “Prendiamo la peste del 1630: ad oggi gli storici avevano consultato dati su non più di tre giorni di epidemia. Venice Time Machine invece ha già raccolto dati su tre interi anni di peste” osserva Di Lenardo. “Questo ci dice chi erano e dove si trovavano le vittime, e darci dati di grande interesse anche per gli epidemiologi di oggi».

    Il progetto non si esaurirà nella città di Venezia, ma si allargherà ad altre città europee del passato: “Poi toccherà a Parigi e Amsterdam. E il 30 giugno si terrà proprio a Venezia la prima riunione del consorzio Time Machine Europa con 200 istituzioni dei 27 Paesi dell’Unione” spiega Kaplan. “Abbiamo superato la prima fase di selezione del progetto europeo Fet Flagship, che assegnerà un miliardo di euro nel 2018. Il Time Machine Europa è l’unico progetto che sposa tecnologia e cultura”.

    Fonte: La Repubblica

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  • Confronto Italia-Francia

    L’Italia si scanna sui migranti, la Francia attrae i talenti

    LINKIESTA
    16/06/2017


     Macron2


    Mentre in Italia il Parlamento dà per l’ennesima volta il peggio di sé sulla discussione sullo ius soli, Oltralpe Macron lancia la Tech Visa: soldi e permesso di soggiorno agevolato per i migliori talenti del mondo.

    La Francia diventerà il Paese leader nell’iper-innovazione», ha chiosato Macron, uno che quando faceva il ministro dell’economia veniva a incontrare gli startupper in Italia, per conoscerli. E che si può intestare l’esplosione della nouvelle economie francese, uno dei pochi successi della presidenza Hollande. Nel 2015 la Francia è diventata il terzo hub tecnologico europeo per numero di startup e investimenti e ha investito in nuove realtà imprenditoriali quindici volte l’Italia: 2,7 miliardi contro 170 milioni.

    Chiamateli come volete, ma pure quelli che Macron sta cercando di attrarre in Francia sono migranti economici. Se ci rifiutiamo di chiamarli con quel nome – preferendo expat, talenti, cervelli – è semplicemente perché per noi migrante economico è sinonimo di problema, mentre nel caso della Francia – che pure ha i suoi ben noti problemi nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti e delle seconde generazioni – è evidente siano semplicemente un’opportunità. Un’opportunità generatrice di nuove opportunità, di cui beneficerà anche chi talento tecnologico non è, sia esso un francese o un altro migrante. Anche gli startupper mangiano, se non ci ricordiamo male.

    Ecco, forse non ci riflettiamo mai abbastanza. Che ogni Paese ha l’immigrazione che si merita. Che quel che attrai è lo specchio di ciò che sei. Che se un’economia è fatta di imprese a basso valore aggiunto, di edilizia a cottimo e sacche di informalità/illegalità più tollerate che combattute, difficilmente attrarrà i migliori talenti del mondo.

    Ecco, forse non ci riflettiamo mai abbastanza. Che ogni Paese ha l’immigrazione che si merita. Che quel che attrai è lo specchio di ciò che sei. Che se un’economia è fatta di imprese a basso valore aggiunto, di edilizia a cottimo e sacche di informalità/illegalità più tollerate che combattute, difficilmente attrarrà i migliori talenti del mondo. Che gli investimenti in scuola, istruzione, ricerca, innovazione sono un ingrediente fondamentale non solo per la competitività, ma anche per la tenuta sociale di un Paese. Che è questa – la cultura, la formazione, la propensione a innovare e a credere nelle idee innovative – la linea che oggi separa chi subisce la globalizzazione e le sue migrazioni e chi ne trae beneficio. Non i muri, reali e metaforici, non i diritti di suolo e i diritti di sangue. Che in un Paese senza futuro sono solo pezzi di carta che non valgono nulla.

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  • Interviste sull’Unione Europea (video)

    Quattro domande sull’EUROPA

    26/04/2017

    (a cura di Osservatorio21)


    Quanto ne sanno i Torinesi sull’Unione Europea ? 
    A questa domanda hanno cercato di rispondere alcuni giovani studenti che hanno intervistato i nostri concittadini e hanno realizzato questo video…

    (La durata del video è di 2 minuti e 41 secondi)

  • Quello che credi di sapere sull’Europa…

    Tutto quello che credi di sapere sull’Europa è falso!

    Movimento Radicali Italiani

     


    L’Unione Europea non serve a niente, non è democratica, ci ha dato solo svantaggi”. “Uscire dall’euro ci consentirebbe di svalutare: non ci abbiamo mai guadagnato niente, anzi”. “Bisogna uscire dall’Europa subito: meglio l’Italia fuori dall’euro”. Quante ne abbiamo sentite? Radicali Italiani ha riunito tutti i luoghi comuni sull’Ue per smentirli uno ad uno, utilizzando i dati reali.

    Bandiera Europea

     

    1) L’UNIONE EUROPEA NON SERVE A NIENTE!

    Falso. L’Unione tra gli Stati nazionali europei è garanzia di pace. Una pace che dura da oltre settant’anni. Nella prima metà del secolo scorso, ……

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  • Il Pd e la talpa dell’ultradestra

    Il Pd e la talpa dell’ultradestra


     

    bussola
    Siamo davanti ad una vera e propria emergenza culturale. Sono le basi stesse del pensiero politico fin qui sperimentato che traballano, non solo i partiti e i governi…

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