Categoria: FakeNews
Progetti e attività relative alle Fake News e ai Social network.
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Educazione alla cittadinanza digitale
Educazione alla cittadinanza digitale
(Versione 2022)
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Internet, fake news e bolle informative
Laboratorio per le scuole superiori
(versione 2019)
Obiettivi del progetto
Il percorso si pone come obiettivo di sviluppare nel mondo giovanile (14- 15 anni) consapevolezza nei confronti di mezzi e dinamiche della comunicazione digitale contemporanea, al fine di impararne l’utilizzo con responsabilità e piena misura delle conseguenze e potenziare la capacità critica nei confronti di uno strumento molto ampio e utile allo sviluppo, ma potenzialmente dannoso se usato in modo superficiale. Partendo dalla definizione del concetto di fake news, si affronta il tema dell’algoritmo di selezione e distribuzione automatica delle notizie sui social media e dell’information bubble e si chiude con una serie di riflessioni e buone pratiche da osservare quando si naviga su Internet. Nello specifico l’edizione 2019/2020 prevede l’incremento del numero dei tutor esterni e l’avvio di percorsi formativi specifici dedicati ai docenti, in vista dell’attivazione di un modello di erogazione del percorso più diffuso perché sempre più affidato al personale docente.
Storico del progetto
Ideato nell’ambito delle attività di Osservatorio21, si è sviluppato con il Centro di Ricerca e Documentazione ‘Luigi Einaudi’ e in collaborazione con l’Ufficio Scuola – Università dell’Unione Industriale di Torino. Il progetto è il frutto di una prima fase di test svoltasi in autofinanziamento nel 2017, che ha coinvolto 6 classi, cioè 150 studenti del liceo classico “Massimo D’Azeglio” di Torino e dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giulio Natta” di Rivoli (TO), e di una fase pilota, finanziata con un contributo di Fondazione CRT e rivolta a tutte le prime classi degli istituti coinvolti nella fase precedente (19 classi), per un totale di circa 500 studenti.
Le attività per A.S. 2018/2019 hanno coinvolto 6 scuole superiori: Liceo Scientifico Statale “Galileo Ferraris” di Torino, ITIS “Pininfarina” di Moncalieri (TO), ITIS “Giulio Natta” di Rivoli (TO), Liceo Classico Statale “Massimo D’Azeglio” di Torino, i Licei Salesiani Paritari “Madre Mazzarello” e “Maria Ausiliatrice” di Torino, per un totale di 50 classi e 1.250 studenti grazie anche al supporto di 8 tutor, selezionati e formati tra maggio e settembre 2018.
le attività per l’A.S. 2019/2020 attualmente in corso prevedono l’allargamento a nuovi istituti e soprattutto la formazione di una nuova squadra di tutor, selezionati tra i docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giulio Natta” di Rivoli (TO) affinché procedano in prima persona all’erogazione dei laboratori nelle classi del loro istituto, dando così la possibilità ai tutor di estendere ulteriormente la sperimentazione ad altri istituti superiori.
Obiettivi didattico-formativi
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sviluppare la consapevolezza nei confronti delle dinamiche della comunicazione digitale contemporanea con particolare attenzione alle modalità di funzionamento degli algoritmi per la distribuzione automatica dei contenuti su social media e motori di ricerca e ai rischi legati alla costruzione di bolle informative inconsapevoli;
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promuovere un atteggiamento critico e consapevole nei confronti dei contenuti online, dai post di una testata affermata a quelli di un blog a una voce di Wikipedia,
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padroneggiare concetti, regole e buone pratiche per distinguere le notizie e le fonti attendibili da quelle non attendibili;
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essere pienamente coscienti del proprio ruolo e delle proprie responsabilità non solo come consumatori di contenuti ma anche come produttori e propagatori di informazione, essere coscienti dell’importanza e del valore del giornalismo strutturato come strumento per la democrazia.
Modalità di svolgimento
Gli studenti vengono coinvolti in un vera e propria attività di fact-checking proprio come accadrebbe nelle redazioni delle testate giornalistiche: dopo una prima presentazione teorica, gli studenti sono divisi in gruppi di lavoro, cui viene assegnato un elenco di articoli online, di cui devono valutare la credibilità.
In particolare devono verificare la presenza della firma, delle fonti e raccogliere informazioni sul proprietario dei dominio (URL) su cui è comparsa la notizia.
Ogni gruppo raccoglie il frutto delle sue ricerche in una presentazione da fare agli altri gruppi durante l’ultimo incontro. Il momento della presentazione finale è un’occasione di confronto tra ragazzi sia sulla qualità della ricerca sia sulla qualità della presentazione in sé.
Riconoscimenti
In occasione del Salone del Libro 2018 i risultati dell’esperienza presso l’Istituto Giulio Natta di Rivoli sono stati presentati al pubblico, ed è stato firmato un Accordo di Intenti con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte.
A fine 2019, Massimo Potì, ideatore del progetto, è stato invitato a presentare il suo progetto al Convegno del CEST “Centro per l’Eccellenza e gli Studi Transdisciplinari” intitolato “Le fake news e il ruolo degli esperti nell’agorà digitale”.
Per maggiori informazioni
Centro EINAUDI
segreteria@centroeinaudi.it -
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Le dieci regole antifake
da La Repubblica del 5 febbraio 2017
LA REPUBBLICA di domenica 5 febbraio 2017 ha pubblicato nel suo inserto Robinson uno speciale dedicato alla battaglia contro le fake news ed i falsi nell’informazione (testi di Giuliano Aluffi).
Il principio guida
“Chi mi dice questo? Come fa a saperlo? – Accertate queste due cose, è possibile che si sbagli? – Se la risposta è Sì, meglio cercare un’altra fonte”. E’ l’efficace mantra della giornalista Michelle Nijhuis del National Geographic.
Verificare la fonte
I siti di false notizie, che monetizzano con la pubblicità il traffico raccolto sui social media dai loro articoli, si mimetizzano tra i media ufficiali usando nomi di dominio ingannevoli. Attenzione quindi, come raccomandano gli esperti di National Public Radio, a invenzioni e storpiature (come, in Italia, Liberogiornale.com o ilfattoquotidaino.com).
Una notizia non basta
Quando sui social media troviamo una notizia sospetta, può servire vagliare le altre notizie esposte sul sito di provenienza: quante sono quelle che sembrano infondate come “Undicenne scopre la cura per il cancro”? Oppure potremmo scoprire che le altre notizie sono satiriche, proprio come quella che abbiamo adocchiato frettolosamente non cogliendone il vero intento.
Non fermarsi al titolo
La maggior parte di coloro che condividono un articolo lo fanno senza averlo letto. Ovvio quindi che i falsari della notizia puntino soprattutto a un titolo ad effetto. Factcheck.org consiglia di leggere tutto l’articolo.
Questione di feeling
Le false notizie sono studiate per provocare emozioni, soprattutto negative: la molla psicologica più efficace per aumentare le condivisioni sui social media. Una notizia che – per tono e scelte lessicali – sembra calibrata apposta per indignare, può essere finta.
Chi racconta la notizia?
In caso di dubbi, una ricerca su Google sul nome di chi firma la notizia, può dare indicazioni sulla sua attendibilità, come raccomanda Nick Robins-Early dell’Huffington Post.
Se l’esclusiva è troppo esclusiva
Se nessuna delle grandi testate giornalistiche e delle agenzie di stampa ufficiali riporta una certa notizia, probabilmente – riporta Nick Robins Early – non è genuina.
Controllare la data
Le false notizie possono appoggiarsi, per attingere alla credibilità dei media ufficiali, ad articoli pubblicati da questi ultimi. Ma magari con sfasamenti o forzature temporali che rivelano l’intento manipolatorio. Factcheck.org riporta un esempio illuminante: il “ritorno in America” di una fabbrica della Ford, spostata dal Messico all’Ohio, fu presentata come conseguenza dell’elezione di Trump in una falsa notizia, con tanto di link all’articolo originale su CNN Money. Ma l’articolo della CNN era del 2015.
Chi ha registrato il sito?
Chi acquista un dominio per farne un sito di fake news tende a nascondere le informazioni utili a identificarlo. Una ricerca con l’indirizzo web del sito su domaintools.com può rivelare questo dettaglio.
Attenti a quell’immagine
I siti di fake news fanno incetta di immagini sul web per corredarne, in modo arbitrario, gli articoli. I fact-checker di National Public Radio consigliano di usare la funzione “Ricerca tramite immagine” di Google: permette di capire, caricando un’immagine, in quali altri contesti sia stata usata. Si può scoprire così che la folla adorante per il comizio di un politico è in realtà quella di un concerto.
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Lettera aperta ai presentatori e conduttori di programmi tv
Assistiamo da alcuni mesi, con un crescendo impressionante, alla diffusione nelle radio e nelle televisioni di notizie false, distorte e manipolate. Questo fenomeno, già presente nelle reti “social” (dove si giustifica per l’intervento di soggetti non qualificati o incompetenti), diventa reprensibile quando alla diffusione di notizie false concorrono professionisti della comunicazione come i conduttori di talk-show.
In particolare, per quanto riguarda le grandi opere pubbliche (la TAV è l’esempio più significativo), le falsità diffuse sono ormai arrivate alla negazione della realtà (“non è stato scavato un solo metro”) o alla mistificazione vera e propria (costi, tempi di realizzazione, effetti ambientali, criteri tecnici, aspetti giuridici, ecc.).
Quello che impressiona non è tanto la malizia dei relatori (in fondo in democrazia anche il primo ministro ha la “libertà” di raccontare delle menzogne…), quanto l’acquiescenza dei professionisti che conducono l’intervista.
In effetti, a fronte di falsità manifeste, lo spettatore si aspetterebbe da parte del presentatore una replica, un diniego, un contraddittorio.
Nulla di tutto ciò negli ultimi tempi.
Di due cose l’una: o molti conduttori (non vogliamo generalizzare) mancano delle conoscenze adeguate (e allora approfondiscano) e della dirittura morale per contrastare le menzogne, oppure diventano complici delle mistificazioni propinate agli ascoltatori.
Come Osservatorio21 chiediamo ai nostri destinatari di riflettere seriamente su questo tema, ricordando che la comunicazione ingannevole genera gravi conseguenze per la democrazia e che le loro responsabilità non sono né marginali, né irrilevanti. -
Pagine Facebook non ufficiali
Cosa c’è dietro alla crescita di pagine Facebook non ufficiali e pro governo?
Mercoledì 19 settembre 2018
di Annalisa ChiricoC’è stato un incremento del cento per cento nel numero di pagine “non ufficiali” dall’ottobre 2017 a oggi. Raddoppiate le interazioni: da 19 milioni a 32,7 milioni in dieci mesi.
Roma. Nella guerra del web compare una nuova arma non convenzionale: la pagina unofficial su Facebook, entità senza nome e cognome utile a diffondere messaggi virali, nove volte su dieci a favore del governo. Per Alessio De Giorgi, social media strategist di area reanziana, oggi consulente del Pd, i conti non tornano. E’ sua la ricerca che, indagando su profili e flussi social, ha rilevato un incremento del cento per cento nel numero di pagine “non ufficiali” dall’ottobre 2017 a oggi. “La nostra analisi si concentra su Facebook, la vera piazza della gente comune – dice al Foglio De Giorgi – Le pagine ‘terra di nessuno’ trainano quasi sempre le voci a favore delle forze di governo. ….
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Gli Italiani e le bufale
L’82 per cento degli italiani non sa
riconoscere una bufala sul webLa RepubblicaDomenica 22 luglio 2018Siamo iperconnessi, abbiamo poca fiducia nei social, ma non crediamo che le fake news danneggino la democrazia: è il ritratto che emerge dal secondo rapporto Infosfera realizzato dall’università Suor Orsola Benincasa.GLI ITALIANI non si fidano dei social e non sono in grado di distinguere sul web una bufala da una notizia affidabile. È la fotografia del Paese che emerge dal rapporto “Infosfera”, realizzato dal gruppo di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell’università Suor Orsola Benincasa, guidato da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato, ed Eugenio Iorio, docente di Social media marketing.
Secondo lo studio l’87% degli italiani non crede nei social network come fonte di notizie credibili, mentre l’82% non è in grado di riconoscere una bufala che circola sul web.
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Video clip sulle fake news
🎦 Un team di giovani studenti ha realizzato per Osservatorio21 un breve film intervistando delle persone nelle piazze di Torino sul tema delle fake-news. Il testo, la revisione ed il coordinamento sono di Fabrizio Pace, il testo e la voce di Simone Bigi, le riprese, la regia e il montaggio di Lodovico Ambrois.

